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L'ISEE e la convenienza di separarsi (per una donna) 2a parte

Written By Giorgio G on lunedì 10 ottobre 2011 | 10:10

Articolo di Maurilio Pavese - Fiscalista 2a parte
Come già detto in precedenza (vedi 1a parte) l’ISEE è l’indicatore della situazione economica equivalente. L'attestato contenente l’indicatore I.S.E.E. consente ai cittadini di accedere, a condizioni agevolate, alle prestazioni sociali o ai servizi di pubblica utilità.
È possibile presentare la dichiarazione in qualsiasi momento dell’anno.
La dichiarazione ha validità di un anno dall'attestazione della presentazione e vale per tutti i componenti il nucleo familiare.

Facciamo alcuni esempi volti ad accedere agli interventi a sostegno del diritto allo studio di cui al Modulo Unificato di richiesta contributi per il diritto allo studio a.s. 2010/2011 Regione Piemonte. Con tale modulo si poteva richiedere la seguenti provvidenza: libri di testo anno scolastico 2011/2012 - scuole secondarie di primo e secondo grado, corsi di formazione professionale finalizzati all'assolvimento dell'obbligo scolastico  con ISEE - indicatore della situazione economica equivalente non superiore a €. 10.632,94  (non è importante il singolo esempio, ma il concetto) :

1) nucleo di tre persone madre rimasta vedova con due figli conviventi, casa in uso a zero euro, denaro a disposizione 24.000 euro (lordi) da reddito di lavoro dipendente
Anno della dichiarazione del modello isee : 2011
Seleziona calcolo isee in lire o euro : euro
Indica numero componenti della famiglia ai fini isee : 3
Numero di eventuali persone con handicap grave permanente o invalidità superiore al 66% in famiglia : 0
Situazione di un solo genitore e figli minorenni : NO
Nucleo familiare con figli minori nel quale i genitori (o anche l'unico genitore se la famiglia è formata solo da
esso e figli minori) abbiamo entrambi lavorato per almeno sei mesi : SI
La abitazione della famiglia o nucleo familiare ai fini isee è in : AFFITTO
Canone annuo dell'affitto come si evince dal contratto di locazione. Nel caso di affitto gratis scrivere canone zero. In
caso di usufrutto invece la casa è considerata di proprietà : ZERO
Somma dei redditi irpef di tutto il nucleo familiare : 24.000
Somma del patrimonio mobiliare di tutto il nucleo familiare ad es. c/c bancari, azioni, bot, cct, depositi, ecc. : 0
Valore ici della casa adibita ad abitazione di proprietà dei componenti il nucleo familiare: 0
Indicare l'eventuale mutuo residuo della abitazione principale del nucleo familiare : 0
Valore ici di altri immobili di proprietà del nucleo familiare, al netto delle detrazioni di eventuali mutui residui; la detrazione del mutuo si applica sul singolo immobile e nel caso di differenza negativa si considera il valore pari a zero, ad esempio valore ici 50mila € meno mutuo residuo di 70mila € = zero. Alla fine sommare i vari immobili : 0

Risultato del calcolo del modello isee:
Indice di rendimento utilizzato nel calcolo isee --> 4.01
Valore ise ( indicatore situazione economica ) --> 24.000
Coefficiente scala di equivalenza --> 2.24
Il vostro indicatore isee --> 10.714,29
I figli di questa signora con ISEE 10.714,29 NON POTRANNO ottenere interventi a sostegno del diritto allo studio sui libri scolastici


2) nucleo di tre persone madre separata vedova con due figli conviventi, casa in uso a zero euro, denaro a disposizione  24.000 euro di cui 4.800 (lordi) per mantenimento al coniuge e 19.200 (netti) per mantenimento figli
Anno della dichiarazione del modello isee : 2011
Seleziona calcolo isee in lire o euro : euro
Indica numero componenti della famiglia ai fini isee : 3
Numero di eventuali persone con handicap grave permanente o invalidità superiore al 66% in famiglia : 0
Situazione di un solo genitore e figli minorenni : NO
Nucleo familiare con figli minori nel quale i genitori (o anche l'unico genitore se la famiglia è formata solo da esso e figli minori) abbiamo entrambi lavorato per almeno sei mesi : NO
La abitazione della famiglia o nucleo familiare ai fini isee è in : AFFITTO
Canone annuo dell'affitto come si evince dal contratto di locazione. Nel caso di affitto gratis scrivere canone zero. In
caso di usufrutto invece la casa è considerata di proprietà : ZERO
Somma dei redditi irpef di tutto il nucleo familiare : 4.800
Somma del patrimonio mobiliare di tutto il nucleo familiare ad es. c/c bancari, azioni, bot, cct, depositi, ecc. : 0
Valore ici della casa adibita ad abitazione di proprietà dei componenti il nucleo familiare: 0
Indicare l'eventuale mutuo residuo della abitazione principale del nucleo familiare : 0
Valore ici di altri immobili di proprietà del nucleo familiare, al netto delle detrazioni di eventuali mutui residui; la detrazione del mutuo si applica sul singolo immobile e nel caso di differenza negativa si considera il valore pari a zero, ad esempio valore ici 50mila € meno mutuo residuo di 70mila € = zero. Alla fine sommare i vari immobili : 0

Risultato del calcolo del modello isee:
Indice di rendimento utilizzato nel calcolo isee --> 4.01
Valore ise ( indicatore situazione economica ) --> 4.800
Coefficiente scala di equivalenza --> 2.04
Il vostro indicatore isee --> 2.352,94
I figli di questa signora con ISEE 2.352,94  POTRANNO ottenere interventi a sostegno del diritto allo studio sui libri scolastici che solitamente sono già a carico del padre per il 50%


3) nucleo di tre persone padre madre un figlio convivente, casa in uso a zero euro, denaro a disposizione  24.000 euro di cui 48.000 (lordi) da lavoro dipendente, meno 24.000 (4.800 per mantenimento al ex coniuge e 19.200 per mantenimento altri figli)
Anno della dichiarazione del modello isee : 2011
Seleziona calcolo isee in lire o euro : euro
Indica numero componenti della famiglia ai fini isee : 3
Numero di eventuali persone con handicap grave permanente o invalidità superiore al 66% in famiglia : 0
Situazione di un solo genitore e figli minorenni : NO
Nucleo familiare con figli minori nel quale i genitori (o anche l'unico genitore se la famiglia è formata solo da esso e figli minori) abbiamo entrambi lavorato per almeno sei mesi : SI
La abitazione della famiglia o nucleo familiare ai fini isee è in : AFFITTO
Canone annuo dell'affitto come si evince dal contratto di locazione. Nel caso di affitto gratis scrivere canone zero. In
caso di usufrutto invece la casa è considerata di proprietà : ZERO
Somma dei redditi irpef di tutto il nucleo familiare : 48.000
Somma del patrimonio mobiliare di tutto il nucleo familiare ad es. c/c bancari, azioni, bot, cct, depositi, ecc. : 0
Valore ici della casa adibita ad abitazione di proprietà dei componenti il nucleo familiare: 0
Indicare l'eventuale mutuo residuo della abitazione principale del nucleo familiare : 0
Valore ici di altri immobili di proprietà del nucleo familiare, al netto delle detrazioni di eventuali mutui residui; la detrazione del mutuo si applica sul singolo immobile e nel caso di differenza negativa si considera il valore pari a zero, ad esempio valore ici 50mila € meno mutuo residuo di 70mila € = zero. Alla fine sommare i vari immobili : 0

Risultato del calcolo del modello isee:
Indice di rendimento utilizzato nel calcolo isee --> 4.01
Valore ise ( indicatore situazione economica ) --> 48.000
Coefficiente scala di equivalenza --> 2.24
Il vostro indicatore isee --> 21.428,57
Il figlio di questa signora con ISEE 21.428,25 NON POTRA' ottenere interventi a sostegno del diritto allo studio sui libri scolastici

Conclusioni:
Considerando il tempo di crisi, se sei donna con figli di primo letto una separazione è conveniente prima di rimanere vedova..

L'ISEE e la convenienza di separarsi

Written By Giorgio G on giovedì 7 luglio 2011 | 01:37

Articolo di Maurilio Pavese - Fiscalista
L'ISEE è l’indicatore della situazione economica equivalente. L'attestato contenente l’indicatore I.S.E.E. consente ai cittadini di accedere, a condizioni agevolate, alle prestazioni sociali o ai servizi di pubblica utilità.
È possibile presentare la dichiarazione in qualsiasi momento dell’anno.
La dichiarazione ha validità di un anno dall'attestazione della presentazione e vale per tutti i componenti il nucleo familiare.
Come si calcola isee ? Specificato cosa è l'indicatore isee in rete vengono proposti simulatori software di calcolo isee su come calcolare isee e non solo. Il software di calcolo isee rilascia sia l'indicatore isee ma anche quello ise cioè " indicatore situazione economica ", il coefficiente della scala di equivalenza e l'indice di rendimento utilizzato nel calcolo isee online.


Considerando che:
I coniugi fanno sempre parte dello stesso nucleo familiare, anche quando non risultano nello stesso stato di famiglia.
Tranne in questi casi:
in caso di separazione legale
se e' stata ordinata la separazione in pendenza di domanda di nullità di matrimonio
se e' stata consentita la diversa residenza a seguito di provvedimenti temporanei ed urgenti del giudice
se uno dei coniugi e' stato escluso dalla potestà sui figli
se e' stata proposta domanda di divorzio
se sia in corso un procedimento da cui risulti l’abbandono del coniuge.
-      E' fondamentale che le predette situazioni  siano oggetto di un provvedimento del
      giudice o di un procedimento in corso.
-      Una semplice separazione di fatto non comporta la divisione del nucleo.

Facciamo alcuni esempi:
nucleo di tre persone padre madre figlio, casa in affitto a zero euro, redditi del padre 35.000

Anno della dichiarazione del modello isee : 2011
Seleziona calcolo isee in lire o euro :
euro
Indica numero componenti della famiglia ai fini isee : 3
Numero di eventuali persone con handicap grave permanente o invalidità superiore al 66% in famiglia : 0
Situazione di un solo genitore e figli minorenni : NO
Nucleo familiare con figli minori nel quale i genitori (o anche l'unico genitore se la famiglia è formata solo da esso e figli minori) abbiamo entrambi lavorato per almeno sei mesi : SI
La abitazione della famiglia o nucleo familiare ai fini isee è in : AFFITTO
Canone annuo dell'affitto come si evince dal contratto di locazione. Nel caso di affitto gratis scrivere canone zero. In
caso di usufrutto invece la casa è considerata di proprietà : ZERO
Somma dei redditi irpef di tutto il nucleo familiare : 35.000
Somma del patrimonio mobiliare di tutto il nucleo familiare ad es. c/c bancari, azioni, bot, cct, depositi, ecc. : 0
Valore ici della casa adibita ad abitazione di proprietà dei componenti il nucleo familiare: 0
Indicare l'eventuale mutuo residuo della abitazione principale del nucleo familiare : 0
Valore ici di altri immobili di proprietà del nucleo familiare, al netto delle detrazioni di eventuali mutui residui; la detrazione del mutuo si applica sul singolo immobile e nel caso di differenza negativa si considera il valore pari a zero, ad esempio valore ici 50mila € meno mutuo residuo di 70mila € = zero. Alla fine sommare i vari immobili : 0

Risultato del calcolo del modello isee:
Indice di rendimento utilizzato nel calcolo isee --> 4.01
Valore ise ( indicatore situazione economica ) --> 35.000
Coefficiente scala di equivalenza --> 2.24
Il vostro indicatore isee --> 1.5.625

I coniugi si separano e fermo restando il reddito del padre questi dovrà versare euro 5.000 per mantenimento coniuge ed euro x  per mantenimento figli.
Nuovo ISEE del padre:

Anno della dichiarazione del modello isee : 2011
Seleziona calcolo isee in lire o euro : euro
Indica numero componenti della famiglia ai fini isee : 1
Numero di eventuali persone con handicap grave permanente o invalidità superiore al 66% in famiglia : 0
Situazione di un solo genitore e figli minorenni : NO
Nucleo familiare con figli minori nel quale i genitori (o anche l'unico genitore se la famiglia è formata solo da esso e figli minori) abbiamo entrambi lavorato per almeno sei mesi : NO
La abitazione della famiglia o nucleo familiare ai fini isee è in : AFFITTO
Canone annuo dell'affitto come si evince dal contratto di locazione. Nel caso di affitto gratis scrivere canone zero. In
caso di usufrutto invece la casa è considerata di proprietà : ZERO
Somma dei redditi irpef di tutto il nucleo familiare : 35.000
Somma del patrimonio mobiliare di tutto il nucleo familiare ad es. c/c bancari, azioni, bot, cct, depositi, ecc. : 0
Valore ici della casa adibita ad abitazione di proprietà dei componenti il nucleo familiare: 0
Indicare l'eventuale mutuo residuo della abitazione principale del nucleo familiare : 0
Valore ici di altri immobili di proprietà del nucleo familiare, al netto delle detrazioni di eventuali mutui residui; la detrazione del mutuo si applica sul singolo immobile e nel caso di differenza negativa si considera il valore pari a zero, ad esempio valore ici 50mila € meno mutuo residuo di 70mila € = zero. Alla fine sommare i vari immobili : 0

Risultato del calcolo del modello isee:
Indice di rendimento utilizzato nel calcolo isee --> 4.01
Valore ise ( indicatore situazione economica ) --> 35.000
Coefficiente scala di equivalenza --> 1
Il vostro indicatore isee --> 35.000

Nuovo ISEE della madre:
Anno della dichiarazione del modello isee : 2011
Seleziona calcolo isee in lire o euro : euro
Indica numero componenti della famiglia ai fini isee : 2
Numero di eventuali persone con handicap grave permanente o invalidità superiore al 66% in famiglia : 0
Situazione di un solo genitore e figli minorenni : SI
Nucleo familiare con figli minori nel quale i genitori (o anche l'unico genitore se la famiglia è formata solo da esso e figli minori) abbiamo entrambi lavorato per almeno sei mesi : NO
La abitazione della famiglia o nucleo familiare ai fini isee è in : AFFITTO
Canone annuo dell'affitto come si evince dal contratto di locazione. Nel caso di affitto gratis scrivere canone zero. In
caso di usufrutto invece la casa è considerata di proprietà : ZERO
Somma dei redditi irpef di tutto il nucleo familiare : 5.000
Somma del patrimonio mobiliare di tutto il nucleo familiare ad es. c/c bancari, azioni, bot, cct, depositi, ecc. : 0
Valore ici della casa adibita ad abitazione di proprietà dei componenti il nucleo familiare: 0
Indicare l'eventuale mutuo residuo della abitazione principale del nucleo familiare : 0
Valore ici di altri immobili di proprietà del nucleo familiare, al netto delle detrazioni di eventuali mutui residui; la detrazione del mutuo si applica sul singolo immobile e nel caso di differenza negativa si considera il valore pari a zero, ad esempio valore ici 50mila € meno mutuo residuo di 70mila € = zero. Alla fine sommare i vari immobili : 0

Risultato del calcolo del modello isee:
Indice di rendimento utilizzato nel calcolo isee --> 4.01
Valore ise ( indicatore situazione economica ) --> 5.000
Coefficiente scala di equivalenza --> 1.77
Il vostro indicatore isee --> 2.824,86

L’ISEE del nucleo unito 15.625
L’ISEE dei nuclei spezzati 35.000 + 2.824,86 = 37.824,86

Differenza 37.824,86 – 15.625 = 22.199,86

Conclusioni:
Considerando il tempo di crisi, visto che una separazione porta un incremento di 22.000 euro circa, si può affermare che è conveniente.

Stati Generali sulla Giustizia Familiare - Convegno Roma 5/6/7 Maggio

Written By Giorgio G on martedì 3 maggio 2011 | 02:32

Gli Stati Generali Sulla Giustizia Familiare prendono vita "dal basso", nascendo dall´iniziativa di numerosi cittadini che si sono riuniti in organizzazioni stabili e non hanno alcun colore politico.

Chi opera nell'ambito del diritto di famiglia sa che la vita dei genitori che hanno frequentato le aule di un tribunale è stata profondamente segnata da prassi arcaiche e distanti mille miglia dalle loro aspettative di Giustizia Familiare.

La manifestazione vede come protagonista la Società Civile, chiamata a partecipare ad una tre giorni di analisi e critica costruttive, durante la quale ci si potrà confrontare con la Politica, la Magistratura e le professioni che operano in questo ambito delicatissimo e che saranno, a loro volta, disponibili al dialogo e al confronto.

La mancata applicazione della L. 54/2006, la negazione del diritto alla Bigenitorialità, l'operato dei tribunali minorili e dei servizi sociali, la responsabilità civile dei magistrati, gli allontanamenti immotivati in case - famiglia e le "adozioni facili", sono soltanto alcuni tra i temi che verranno affrontati.

La giornata del 5 e la mattina del 6 Maggio 2011 (Convegno nazionale ANFI - Campidoglio) saranno dedicate alle professioni, mentre nel pomeriggio del 6 e nell´intera giornata del 7 Maggio saranno chiamati ad intervenire i rappresentanti delle associazioni, i cittadini, gli appartenenti al mondo della Politica, della Magistratura e della Cultura.


IL COMITATO ORGANIZZATORE

Per i Radicali: On. Rita Bernardini
Per Genitori Italiani: Tiberio Timperi
Per ADIANTUM: Alessio Cardinale e Tiziana Arsenti
Per la Lega Italiana Divorzio Breve: Diego Sabatinelli e Alessandro Gerardi
Per FENBI: Fabio Nestola
Per ANFI: Carlo Ioppoli

Definito il programma attraverso il quale si snoderanno i tre giorni di lavori.

Si comincia il 5 al Campidoglio con interventi tecnici (ma non solo...) destinati ad una platea di avvocati e consulenti familiari. Si prosegue il 6 (sempre al Campidoglio) con relazioni di ampio respiro e l'intervento di rappresentanti del Governo (Sottosegretario Giovanardi) e parlamentari (Gallone, Bernardini, Mussolini), e si chiude il Sabato 7 maggio all'Hotel Palatino (via Cavour, 213/m), in quella che è destinata ad essere la giornata più ricca e rappresentativa per la Società Civile. Sono prev, infatti, ampi spazi di intervento (4 minuti ciascuno) per i genitori che si sono iscritti a parlare e che vogliono raccontare la propria esperienza di Giustizia Familiare.

Spazio anche alle associazioni regionali, i cui rappresentanti avranno a disposizione 15 minuti ciascuno.

Eccolo nel dettaglio:

STATI GENERALI SULLA GIUSTIZIA FAMILIARE
ROMA, 5 – 6 MAGGIO 2011 Campidoglio, Sala della Protomoteca
7 MAGGIO 2011 – Hotel Palatino, via Cavour 213/M

5 e 6 maggio 2011 – Campidoglio, Sala della Protomototeca
“LA GIUSTIZIA IN NOME DEL MINORE�?
Giovedì 5 maggio
ore 8,45 Registrazione iscritti
ore 9,30 Saluti delle Autorità
Avv. Carlo Ioppoli (Congresso ANFI)
Prima sessione – modera Dr. Mauro Alcamisi, Giornalista
ore 10,00 CONFLITTO CONIUGALE ED AFFIDAMENTO CONDIVISO, TRA GESTIONE
GIUDIZIARIA E MEDIAZIONE FAMILIARE
Dr. Luciano Guaglione, Magistrato
ore 10,30 CTU E SERVIZI SOCIALI: CRITICITÀ DEL SISTEMA
Avv. Rita Rossi, Presidente ANFI Emilia Romagna
ore 11,00 DEPRIVAZIONE E ALIENAZIONE GENITORIALE
Dott. Vittorio Vezzetti, pediatra, Responsabile Medico-Scientifico ANFI Nazionale
ore 11,30 L’AFFIDO CONDIVISO NEGATO
Tiberio Timperi, Giornalista e conduttore televisivo
ore 12,00 AFFIDO CONDIVISO: RICORSIVITÀ NELLE STRATEGIE DI DEROGA
Dr. Fabio Nestola, Presidente FeNBi, curatore Centro Studi Separazioni
ore 12,30 PROGETTI DI RIFORMA
Prof. Marino Maglietta, Presidente Crescere Insieme, Consulente
Parlamentare
Pausa dei lavori
Seconda sessione – modera Dr. Mauro Alcamisi
ore 15,00 IL GIUDICE DELLA FAMIGLIA
Avv. Giovanni Giacobbe, Professore Emerito presso LUMSA
ore 15,30 I FIGLI MINORI, MAGGIORENNI O ECONOMICAMENTE NON AUTONOMI, NEI PROCEDIMENTI DI SEPARAZIONE E DIVORZIO
Prof. Giovanni Arieta, Docente di Diritto Processuale Civile presso l’Università di Camerino
ore 16,00 L’AUDIZIONE DEI MINORI
Avv. Carlo Ioppoli, Presidente Nazionale ANFI
ore 16,30 L'AVVOCATO DEL MINORE
Avv. Irma Gatti
ore 17,00 BIGENITORIALITÀ, SOSTEGNO E MEDIAZIONE FAMILIARE
Dr.ssa Immacolata Amato

Venerdì 6 maggio
Terza sessione - modera Dr. Mauro Alcamisi
Interverrà il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio
Con Delega alla Famiglia On. Sen. Carlo Giovanardi
ore 9,30 CONSULENZA TECNICA: CRITICITÀ, RIPERCUSSIONI NEGATIVE SULLA
TEMPISTICA E SULLE PARTI
Avv. Maria Pia Sabatini
ore 10,00 ASPETTI PSICOLOGICI E PSICOPATOLOGICI DI UN MINORE NEL PERCORSO
DI ACCERTAMENTO DI UN ABUSO
Prof. Francesco Montecchi
ore 10,30 MOBBING GENITORIALE E SINDROME DEL GENITORE MALEVOLO
Dr. Gaetano Giordano, psicoterapeuta, Direttore Scientifico CSSAF
ore 11,00 STALKING: RISULTATI DELLO STUDIO SUL FENOMENO FEMMINILE
Dr.Fabio Nestola, Presidente. FeNBi, curatore Centro Studi Separazioni
ore 11,30 SOTTRAZIONE INTERNAZIONALE DI MINORI, TRAFFICKING E S.S.C.M.
Dr.ssa Yasmin Abo Loha, direttrice dei programmi ECPAT Italia
ore 12,30 CONCLUSIONI E LETTURA DEL DOCUMENTO CULTURALE DEL CONVEGNO
Avv. Carlo Ioppoli (con particolare riferimento al Tribunale della Famiglia e
specializzazione degli avvocati)
Pausa dei lavori
ore 14,30 APERTURA DEI LAVORI, lettura del documento culturale del Congresso ANFI
Avv. Carlo Ioppoli, Presidente ANFI
ore 14,45 AFFIDO CONDIVISO – I COSTI SOCIALI ED ECONOMICI DEL DOMICILIO
PREVALENTE
Prof. Giacomo Rotoli, Docente di Statistica, Università Napoli 2
Dr. Salvatore Garofalo, Area Legislativa ADIANTUM
ore 15,15 AFFIDO CONDIVISO E BIGENITORIALITÀ: STRATEGIE DI DEROGA
Dr. Fabio Nestola, Presidente. FeNBi - Federazione Naz. Bigenitorialità
Antonella Flati e Adriana Tisselli - Movimento Femminile per la Parità
Genitoriale
ore 15,50 DIRITTI NEGATI: L’ESPERIENZA DELLA PRIMA CLASS ACTION DEI
GENITORI E L’IMMINENTE AZIONE PRESSO LA CORTE EUROPEA
Avv. Davide Romano, Responsabile Ufficio Legale ADIANTUM
ore 16,20 L. 54/2006, LE RESISTENZE ALLA SUA AUTENTICA APPLICAZIONE
Sen. Maria Alessandra Gallone, Commissione Giustizia del Senato
On. Alessandra Mussolini, Commissione Bicamerale Infanzia
On. Rita Bernardini, Commissione Giustizia della Camera
ore 17,30 ENTI LOCALI: INTERVENTI DI AIUTO E SUPPORTO
On. Sveva Belviso, Assessore Politiche Sociali Comune di Roma
On. Aldo Forte, Assessore Politiche Sociali e Famiglia Regione Lazio
Giuseppe Rossodivita, Consigliere Regionale del Lazio

Sabato 7 maggio
Hotel Palatino, via Cavour 213/M
“Giustizia Familiare: la Società Civile chiama le Istituzioni�?
ore 9,30 DIVISIONE DEI RUOLI IN FAMIGLIA, UGUAGLIANZA DI GENERE E
AFFIDAMENTO CONDIVISO
Avv. Vanda Lops, Responsabile del sito divorzionline.it
ore 10,00 AFFIDO CONDIVISO – DISTURBI COMPORTAMENTALI
Dr. Vittorio Vezzetti, Direttore Scientifico ANFI />Dr.ssa Loretta Ubaldi, SIC - Società Italiana Criminologia
Dr. Gaetano Giordano, Centro Studi Separazioni e Affido Minori
ore 11,00 LE MAGLIE LARGHE DELLA GIUSTIZIA FAMILIARE
Alessio Cardinale, Segretario Nazionale ADIANTUM
Tiberio Timperi, Coordinatore del Movimento “Genitori Italiani�?
ore 11,30 DIVORZIO BREVE
Diego Sabatinelli, Segretario Lega Italiana Divorzio Breve
Alessandro Gerardi, Tesoriere Lega Italiana Divorzio Breve
Sen. Donatella Poretti, Commissione Affari Sociali del Senato
Dott. Bruno de Filippis, Presidente di Sezione Corte di Appello di Salerno
Pausa dei lavori
ore 14,30 APERTURA SESSIONE POMERIDIANA
Avv. Mario Staderini, segretario Radicali Italiani
On. Ludovico Todini, Consigliere Comune di Roma
ore 15,00 TRIBUNALI E SERVIZI SOCIALI: LA CARENZA DEL DIRITTO ALLA DIFESA
avv. Patrizia Micai
ore 15,30 SULLA MEDIAZIONE FAMILIARE
Dr. Luigi Zammuto, Presidente AIMEF
ore 16,00 LA VOCE DELLA SOCIETÀ CIVILE E DELLE ASSOCIAZIONI
LA GIUSTIZIA FAMILIARE RACCONTATA DAI GENITORI E DAI NONNI
testimonianze dirette di genitori, la voce dei rappresentanti delle associazioni
regionali a tutela dei figli
ore 19,30 LETTURA DEL DOCUMENTO DA INVIARE AL GOVERNO, ALLE CAMERE
E ALLA PRESIDENZA DELLA REPUBBLICA
ore 20,00 CHIUSURA LAVORI

Siti di riferimento: www.giustiziafamiliare.it e www.adiantum.it

Fatti di sangue e separazioni. Un filo rosso li lega

Written By Giorgio G on domenica 13 febbraio 2011 | 10:45

Periodicamente assistiamo a omicidi/suicidi in ambito separativo. Purtroppo molti sono i casi che la cronaca ci propone in cui un ex coniuge si toglie la vita, magari dopo aver ammazzato figli e/o a volte l'ex partner.
E' un copione che si ripete, con allarmante frequenza. Come si ripete con disarmante puntualità la leggerezza con la quale i media e/o presunti esperti commentano questi apparentemente inspiegabili raptus di follia.
Sì, perché se la versione fornita del "gesto isolato di un folle" si ripete, senza memoria, ad ogni circostanza simile, logica e obiettività di analisi dovrebbero dirci che se i cosiddetti "gesti isolati" si ripetono a migliaia allora qualcosa nel Sistema probabilmente non funziona.

Fuorvianti e superficiali sono le chiavi di lettura che solitamente vengono date ai fatti di cronaca di questo tipo: si parla spesso di "mancata accettazione della fine del rapporto" da parte dell'ex marito o di disturbo mentale o ancora di gelosia morbosa, di quanto gli uomini non accettino il rifiuto, la separazione, e perdano il controllo. Un'analisi più attenta dovrebbe facilmente cogliere, invece, l'aspetto discriminante: la presenza di prole nel rapporto che si sta rompendo. Causa scatenante di questa scia di sangue è infatti spesso lo stupro delle relazioni che viene commesso (o minacciato o semplicemente percepito come conseguenza inevitabile dal genitore maschio che compie il suicidio o la strage) dal sistema e/o dall'ex partner nei casi di separazione conflittuale con figli. L’esclusione forzata di fatto dal progetto genitoriale, la riduzione a ruoli marginali, la cronica limitazione ad un ruolo subalterno rispetto all’altro genitore, la delegittimazione del ruolo paterno, la mortificazione, la totale inefficacia delle contromisure giuridiche e lo status di “intruso�? che ne derivano sono le molle che innescano la spirale di disperazione che può esitare in episodi di cronaca nera. Lo stupro emotivo/emozionale e la disperazione data dal senso di impotenza creano il corto circuito che poi sfocia nella strage. Nel condannare fermamente ogni gesto criminoso, appare però colpevolmente miope continuare a classificare una tale scia di sangue come "il raptus isolato di un folle".

Per approfondire invito caldamente ad analizzare lo studio realizzato da Fabio Nestola e da altri su questo argomento presentato al XXIV Congresso Nazionale della Società Italiana di Criminologia e dal quale ho tratto spunto per queste riflessioni: http://www.fenbi.it/ConvegnoCriminologiaComo14102010/FDS 7.3.pdf

Sulle pagelle la firma di entrambi i genitori. Passi avanti nella giusta direzione

Written By Giorgio G on venerdì 11 febbraio 2011 | 15:11

Alcuni anni fa un padre separato, in Sicilia, volle intraprendere una lunga battaglia legale per poter vedere la pagella della figlia che moglie e istituzione scolastica gli negavano in quanto non affidatario. La vicenda giunse in Cassazione dove al padre venne riconosciuto il diritto di visionare la pagella della figlia (che ormai era divenuta maggiorenne e frequentava l'Università):il caso destò così scalpore che l'allora ministro Moratti promulgò un decreto (ancora oggi poco rispettato) col quale si disponeva che per i genitori separati non vi dovessero essere difficoltà all'accesso alle notizie riguardanti la vita scolastica dei figli.
A seguito di un incontro della sorsa primavera tra la Direzione Didattica di Angera (che dirige diverse scuole primarie ed asili del Basso Verbano in provincia di Varese) e Figlipersempre ONLUS (www.figlipersempre.com) sul valore della bigenitorialità la direttrice dr.ssa Annalisa Capozzi, con grande sensibilità, dispose che sulle pagelle e su tutti i documenti che
implicano scelte educative e formative venisse richiesta la doppia firma (cioè di ambedue i genitori).
E così dall'inizio dell'anno (e sulle pagelle in distribuzione in questi giorni)ad Angera, Ispra, Cadrezzate, Ranco e Taino non campeggia più la obsoleta scritta FIRMA DI UN GENITORE O DI CHI NE FA LE VECI ma FIRMA DEI DUE GENITORI.
"Si auspica che ciò rappresenti un modello per altre scuole", commenta Vittorio Vezzetti pediatra varesino e autore del libro sul mondo della crisi familiare NEL NOME DEI FIGLI (www.nelnomedeifigli.it) che ha già venduto oltre 3000 copie in tutta Italia in meno di tre mesi. "Come spiego nel mio romanzo inchiesta la nostra è tuttora una società monogenitoriale
e passi come questi, nella loro semplicità, rappresentano un mezzo fenomenale per il rinnovamento sociale. Credo sia anche un ottimo segnale il fatto che ormai decine di scuole abbiano acquistato il mio libro, sicuramente molto innovativo, come strumento formativo per il corpo insegnante".
Vezzetti (appena intervistato dalla radio nazionale iraniana) nel periodo 18-20 febbraio presenterà il suo libro in Toscana con patrocinio delle province di Lucca ed Arezzo mentre le presentazioni precedenti hanno già avuto il patrocinio delle province di Foggia, Lecce, Milano e dei Comuni di Parma, Lecce, Milano ed Alessandria.
Fonte: www.varese.net

Genitori, grandi maestri di felicità

Written By Giorgio G on giovedì 30 settembre 2010 | 04:28

Ricevo e riporto volentieri questa recensione spontanea di un testo che condivido molto nei contenuti pedagogici...

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Sto leggendo di questi tempi il libro di Giovanni
Bollea "Genitori, grandi maestri di felicità". E' un gran bel libro,
anche se per i miei "bisogni" di padre in questo momento è un testo
prematuro. Mio figlio ha due anni e sicuramente questo testo è più
adatto a dubbi e perplessità di genitori con figli un po' più grandi
(dai quattro anni mi permetterei di dire). Vi faccio leggere la
prefazione, cosi che possiate capire lo stile di questo psichiatra. Non

spaventatevi dalla sua professione, il testo e quello che dice sono
molto più semplici e comprensibili
---------

A suo tempo dissi che le madri non sbagliano mai, ma non dissi che le
madri hanno sempre ragione. Qual è l’origine di un pensiero soltanto
apparentemente così paradossale?


Patologie a parte, nella mia esperienza ho incontrato figli che hanno
dimenticato gli errori delle madri e ricordato indelebilmente quelli
dei padri: per questo si può dire che “le madri non sbagliano mai�?. E i
padri invece sbagliano? Se sbagliano, comunque i loro errori vengono
ricordati, soprattutto dai figli maschi. Le ultime ricerche ci dicono
che il 54% di loro è soddisfatto delle madri, mentre solo il 9% dei
padri.
Cosa possiamo dedurne? A domande più specifiche i ragazzi
rispondono di essere insoddisfatti dei padri che non portano a casa uno
stipendio sufficiente rispetto allo standard borghese, o non provvedono
ai loro desideri materiali, come lo sport, una macchina nuova, lo
stereo, abiti firmati, tecnologie sofisticate o semplicemente un nuovo
telefonino.

È evidente a tutti quanto queste confessioni dimostrino un vero e
proprio fallimento culturale, concepito in una profonda mancanza di
valori alternativi. Eppure, oggi, i padri sono molto più vicini di una
volta ai loro figli; basti notare la quantità di carrozzine e
passeggini da loro portati, a volte con un atteggiamento più tenero e
attento di quello delle madri; e poi l’interessamento per la scuola, da
me tanto auspicato, che oggi è aumentato; e così il dialogo, ancora
insufficiente ma più aperto e mirato. Nonostante tutto ciò, nella mente
dei figli l’identikit del padre è modellato su effigi, icone e ritratti
degli eroi vincenti in televisione, negli spot e nei film d’azione:
feticci e simulacri nei quali vogliono a tutti i costi individuare i
propri padri. È tuttavia molto interessante scoprire che pochissimi
vorrebbero cambiare famiglia o averne una diversa. È sconcertante
vedere che la madre non è stata ancora identificata in una figura
“produttiva�? sul piano materiale, al di là dello stipendio che riesce a
portare a casa: l’effigie materna resta ancora una sorta di icona. Ma
per lo meno crudele è il cinismo riservato al padre, il quale
naturalmente cercherà di trovare facili scappatoie in una fuga in
avanti per liberarsi dal sentimento di inadeguatezza che lo deprime
quotidianamente.

Per i ragazzi riconoscere di non essere soddisfatti di quello che
ricevono dal padre è meglio del rinunciare all’apparire
, scimmiottando
una realtà che li fa sentire “forti�? e che, al contrario, li rende
sempre più deboli. La visione costantemente ripetuta del solito modello
consumistico alza uno steccato, costruito giorno per giorno, paletto
dopo paletto, intorno all’immagine del padre, il quale, alla fine, si
troverà davvero di fronte una barricata. Dato poi che gli uomini non
trovano mai quello che cercano, bensì quello che creano, rendiamoci
conto della pericolosità di questo spostamento di valori
. Se non
rendiamo i ragazzi consapevoli della loro identità e delle loro reali
possibilità, essi non riusciranno mai a immaginarsi forti senza
ricchezza, firme e automobili costose.


Il padre deve perciò avere un rapporto di empatia con il figlio
soprattutto dai dodici-tredici anni fino ai venti. Dai diciassette ai
venti è importantissimo che egli ne comprenda l’esperienza affinché il
figlio si ritenga da lui appoggiato. I figli devono poter dire come si
sentono; e devono fidarsi,
in modo che, nel momento in cui esploderà il
conflitto, ci sia un terreno di confronto comune a disposizione per
risolvere insieme il problema. È così che si può arrivare a percorrere
la strada che li condurrà a desiderare di ricevere e ascoltare i
consigli.

Non si arriverebbe a tanto cinismo se il padre riuscisse a riconoscere
molto prima le emozioni del bambino, creando così un’occasione di
intimità. Potendo capire dall’interno quelle emozioni comincerà, poi, a
porre dei limiti ai desideri del figlio e a poggiare sull’altro piatto
della bilancia i valori fondamentali che stanno nelle sue qualità
morali e intellettive
, strumenti non valutabili in denaro, ma
essenziali per affrontare la vita e capaci di renderlo più felice, con
un’esistenza migliore. Insieme a valori come l’amore, l’aiuto, la
solidarietà.


Bisogna evitare che diventi emotivamente impedito perché turbato e
preoccupato da discussioni e conflitti che, troppo spesso, esplodono in
famiglia per motivi economici; conflitti nei quali il padre appaia
sminuito da richieste eccessive e sproporzionate al suo guadagno. E
bisogna iniziarlo fin da piccolissimo al confronto con chi vive una
vita fatta soltanto di povertà e dolore
: ciò non lo spaventerà, anzi lo
renderà più consapevole di tutto il positivo che c’è anche soltanto in
una delle sue giornate “felici�?, costruite sull’unione delle energie di
padre e madre
. Prospettandogli la possibilità di rendere felici molti
altri bambini: bastano il suo pensiero, i suoi piccoli risparmi e la
condivisione delle sue emozioni.



Se siete interessati, leggete anche la scheda del libro cliccando qui

fonte: "genitori grandi maestri di felicità" di Giovanni Bellea

Aiuti economici per i padri separati in difficoltà in un comune del milanese

Written By Giorgio G on giovedì 9 settembre 2010 | 13:59

Cornaredo. Dal Comune dieci mila euro ai padri separati.
L’amministrazione cornaredese è la prime a stanziare denaro a favore di quelli che sono stati definiti i nuovi poveri.
Cornaredo, 07 settembre 2010 – Scadrà il 30 settembre il bando per i padri separati voluto fortemente dall’assessorato alle Politiche Sociali del Comune. Un’iniziativa pensata per quei papà che si ritrovano a far fronte a ingenti e improvvise spese economiche conseguenza della separazione. Dopo gli appelli della Caritas gli Enti locali rispondono alla nuova emergenza sociale. I nuovi poveri, che vanno alle mense gratuite e nei dormitori non sono solo i senza tetto ma anche i padri separati con difficoltà economiche perché devono mantenere la ex moglie e i figli. Tra i primi a mettere in campo un sostegno concreto è l’amministrazione cornaredese che mette ha stanziato ben 10 mila euro. L’iniziativa – spiega l’assessore alle Politiche Sociali, Corrado D’Urbano -, oltre a dare una mano ai nostri concittadini in difficoltà, ha lo scopo di sensibilizzare l’opinione pubblica verso un problema emergente sempre più attuale. Parlandone, forse, anche i nostri padri separati si sentiranno un po’ meno soli di fronte alle difficoltà del nuovo stato sociale derivante dal divorzio. Fra i tanti senzatetto che dormono per strada o nei ricoveri delle grandi città, ci sono i coniugi separati, quelli costretti a pagare altissimi alimenti alla propria famiglia per il mantenimento dei figli e che di conseguenza non arrivano alla fine del mese. Solo a Milano se ne contano più di 50mila�?

"La novità è che ciò che accomuna molti di questi padri è l’impossibilità di continuare, dopo la separazione, una vita economicamente autonoma e dignitosa. Non tutti ce la fanno, soprattutto perché lo stipendio percepito non riesce più a coprire le spese legate al mantenimento dei figli, delle ex mogli e quelle di routine. Ultimamente, in tanti hanno deciso di uscire allo scoperto, trovando il coraggio di ammettere le proprie difficoltà economiche, appellandosi alle Caritas
e a varie associazioni per la tutela dei genitori separati. Ed ecco che, nel giro di poco tempo, mense gratuite e dormitori non sono più frequentati solamente dai senzatetto. Si tratta di una vera e propria emergenza figlia di un problema sociale, quello della separazione, peggiorata da un problema economico, la crisi finanziaria. E a farne le spese sono proprio i papà – conclude l’assessore Corrado D’Urbano –. Secondo alcuni dati, infatti, un capofamiglia che guadagna fino a mille e 500 euro al mese, stretto tra le spese di mantenimento dei figli e quelle legali, si ritrova spesso a dover vivere con meno di 400 euro. Quando non può contare sui genitori che lo riprendono in casa, finisce per fare la fila davanti alle comunità di religiosi per un pasto caldo o un luogo dove dormire.
Via | www.mi-lorenteggio.com

Come comunicare correttamente ai figli la decisione di separarsi

Written By Giorgio G on sabato 14 agosto 2010 | 15:21

Tra le tante tematiche pratiche affrontate dalla web tv della De Agostini ce n'è una che ci sta particolarmente a cuore: come deve avvenire la comunicazione dell'intenzione di separarsi ai nostri figli, soprattutto se piccoli.
A spiegarcelo una psicologa, Angelica Vetrano, e l'Accademia Palermitana di Psicologia Integrata (www.associazioneappi.org) in un video che vi invitiamo a seguire e del quale riportiamo qualche stralcio.



È bene comunicare la decisione di separarsi ai figli?
Sì, i genitori devono avere l'accortezza di comunicare questa decisione e di farlo adeguando il linguaggio all'età dei figli.

Come comportarsi con i bambini piccoli, inferiori ai 3 anni di età?
Il bambino di questa età non ha ancora le capacità cognitive ed emotive che gli consentono di prefigurarsi i cambiamenti che avverranno nella sua vita. Il bambino di questa età comprende l'esperienza quando la vive in prima persona. In questo caso, la comunicazione dovrebbe avvenire in modo molto semplice, diretto, con frasi brevi, esplicite, per esempio: "Mamma e papà vivranno in case diverse". Non è necessario approfondire o dare troppe nozioni; piuttosto, la cosa importante è dare un'informazione molto concreta a cui il bambino può appigliarsi. Ricordiamo che i bambini piccoli hanno bisogno di essere rassicurati.[...]

E con i bambini dai 3 ai 5 anni?

I bambini di età prescolare hanno bisogno di un'informazione molto concreta sui motivi della separazione. Si deve spiegare in modo concreto e chiaro le reali conseguenze della separazione sulla loro quotidianità. È importante rassicurarli in modo che non siano portati a pensare che la separazione sia colpa loro.[...]

Come relazionarsi, invece, con i bambini in età scolare?
I bambini fra i 6 e gli 8 anni conoscono già il significato della parola "separazione". In questo caso, è importante accertarsi che comprendano appieno i veri motivi che hanno condotto i genitori a questa scelta. Quello che bisogna evitare è la costruzione di fantasie catastrofiche basate sui racconti dei compagni di classe, di altri bambini o delle persone con cui sono in contatto.[...]

E con i bambini più grandi?
I bambini più grandi hanno già sviluppato la capacità di esprimere un giudizio morale, tendono ad avere una loro opinione e può capitare che si schierino con uno dei due genitori. Anche in questo caso è importante che gli ex partner non si nascondano dietro false spiegazioni, perché i bambini di quest'età hanno già la percezione di quello che è già accaduto e hanno bisogno di una chiarezza sulle cause della separazione, [...]

Via | www.deabyday.tv

Avere ricordi positivi del padre da piccoli previene lo stress

Ad affermarlo uno studio della California State University, a Dallas. Secondo lo studio gli uomini che hanno avuto un buon rapporto con il proprio papà sono meno esposti al rischio di farsi 'schiacciare' dallo stress.
Tiri a pallone, giochi in riva al mare, gite in bicicletta, compleanni felici: i ricordi d’infanzia piacevoli con protagonista il proprio papà rendono la vita adulta più facile da affrontare, soprattutto se molto stressante. Lo rivela uno studio della California State University presentato in occasione del 118esimo incontro annuale dell’American Psychological Association in corso a San Diego.

La stessa relazione tra assenza di stress e ricordi positivi del tempo trascorso durante l'infanzia col padre non si presenta tra le donne, come se per loro avesse meno effetto.

“Molti degli studi precedenti sul tema dell’influenza dei genitori sulla vita dei figli una volta divenuti adulti - ha detto la psicologa Melanie Mallers - si focalizzano sulla figura materna. Ma, come mostra il nostro lavoro, i padri giocano un ruolo unico e molto importante nella salute mentale a lungo termine dei loro bambini�?. Per l’indagine sono stati ‘arruolati’ 912 donne e uomini fra i 25 e i 74 anni, intervistati telefonicamente ogni giorno per una settimana sulle varie esperienze vissute e sul livello di stress che sentivano in quei giorni.

Ai partecipanti è stato anche chiesto di descrivere le loro relazioni infantili con la madre e il padre. Ad esempio, hanno dovuto rispondere a domande quali: “come giudichi il rapporto con tua madre durante gli anni della crescita?�?o “quanto tempo e attenzione tua madre ti ha dato quando ne avevi bisogno?�?. Le stesse domande sono state fatte sui padri.

Analizzando i dati raccolti è emerso [...] un dato interessante: fra gli uomini, ma non fra le donne, coloro che hanno avuto un buon rapporto col padre sono meno esposti al rischio di farsi schiacciare dagli eventi stressanti della vita di tutti i giorni. “Il ruolo dei padri è cambiato radicalmente rispetto a quello vissuto dai partecipanti allo studio più anziani - dice Mallers - oggi sappiamo che hanno un modo unico di interagire con i loro figli, soprattutto se maschi�?. E conclude la psicologa: "C’è bisogno di ulteriori ricerche per evidenziare altri possibili influenze del loro ricordo sulla vita dei figli una volta divenuti adulti�?.ù

via | quotidiano.net

Matrimoni e divorzi in... cucina

Written By Giorgio G on mercoledì 7 luglio 2010 | 01:22

L'avvicinarsi della pausa estiva ci invoglia a pubblicare un articolo dai toni scherzosi e ironici riguardo alle separazioni e ai divorzi, argomento solitamente triste e pieno di risvolti drammatici  che vogliamo sdrammatizzare rileggendolo in chiave umoristica.
L'emancipazione della donna e lo sganciamento dai canonici ruoli di sposa, mamma e casalinga ha portato negli ultimi decenni non pochi stravolgimenti nel tessuto sociale, con conseguenze nel mondo del lavoro, nella legislazione e nella cultura.
Vi proponiamo una lettura ironica di questi cambiamenti attraverso l'arte antica e nobile della culinaria.


Il ruolo dei padri del terzo millennio: tra evoluzione sociale e immobilismo culturale

Written By Giorgio G on lunedì 23 novembre 2009 | 08:37

Dell'evoluzione della paternità e della scarsa percezione sociale di questo cambiamento abbiamo parlato anche in altro articolo. Quello che segnaliamo ora sono due riconoscimenti giuridici e scientifici che le cose stanno cambiando riguardo alla paternità: una ricerca sulla paternità e una nuova sentenza del Tribunale di Firenze sui congedi parentali.

Dal Corriere:
MILANO - Accompagnarli a scuola? Sa�rebbe bello se la riunione non cominciasse alle otto e mezza. Andare a vedere gli allenamenti di calcio o ascoltare i primi «Do» della lezione di pianoforte? Ma è vietato lasciare l’uffi�cio a metà pomeriggio. Almeno la sera si potrebbe giocare un po’ prima di ce�na? Impossibile se fino alle otto si resta chiusi in sala riunioni per il punto della giornata.


RITMI INCOCILIABILI - Padri e figli, scene quotidiane di inconciliabili�tà tra i ritmi di la�voro e quelli di una famiglia. Tut�to normale, o quasi. Perché adesso gli uomi�ni hanno voglia di cambiare e tra�scorrere più tem�po con i propri bambini. Lo affer�ma uno studio britannico realiz�zato dalla Equali�ty and Human Ri�ghts Commis�sion: il 54 per cento dei neopa�pà si dice insod�disfatto in quan�to non riesce a ve�dere abbastanza i figli e, in genera�le, il 62 per cento degli uomini sarebbe disposto a ridur�re l’orario d’ufficio per dedicarsi a loro. I papà in carriera si scoprono più scon�tenti delle mamme: solo il 46 per cento è convinto di trascorrere al lavoro un numero accettabile di ore, contro il 61 per cento delle donne.

IMMAGINE CHE CAMBIA - Una cosa è certa, l’immagine della pa�ternità sta cambiando. «Da almeno un quindicennio è in atto un mutamento culturale — afferma la sociologa Chiara Saraceno —. Gli uomini hanno capito che cosa si perdono nel delegare l’edu�cazione dei figli alle donne. Sono so�prattutto i giovani a rendersi conto che per essere un buon papà non basta esse�re un buon lavoratore: creare un rappor�to quotidiano con i bambini è il modo migliore per costruire un legame pro�fondo quando saranno adulti». [...]


La storica sentenza del Tribunale di Firenze:
Sì al congedo dei papà anche due mesi prima del parto

Da Repubblica:
FIRENZE - Cinque mesi di congedo di paternità due dei quali, se richiesto, anche precedenti alla nascita del figlio. La sezione lavoro del Tribunale di Firenze ha emesso una sentenza destinata a cambiare la vita delle famiglie che aspettano un bambino. Ma anche di quelle che lo hanno fatto da poco.

Fino ad ora infatti l'Inps riconosceva al padre la possibilità di restare a casa con l'80% dello stipendio per tre mesi, successivi al parto della compagna. Troppo poco, secondo il giudice, perché la legge dota quel genitore di un diritto autonomo e speculare a quello della madre. E allora se la lavoratrice può astenersi dal suo impiego per cinque mesi, in base alla cosiddetta maternità obbligatoria, avrà diritto a farlo anche il padre. L'uomo potrà ottenere tutto il periodo se la madre è casalinga, è in malattia oppure è una lavoratrice autonoma che non usufruisce del diritto all'astensione. Altrimenti prenderà un concedo che sommato a quello della compagna non può superare i cinque mesi.

Non solo. Il giudice fiorentino ha riconosciuto la possibilità di "andare in paternità" anche da un mese o due precedenti alla presunta data del parto, e di conseguenza per i quattro o tre successivi. La decisione parte da un cambiamento di principio dettato anche dalla Corte Costituzionale. Un tempo il periodo di maternità era pensato per salvaguardare la salute della madre. Adesso si intende anche come tutela di quella del bambino. E allora il ruolo del padre diventa fondamentale, anche se si è ancora in fase di gestazione. Aiutare la compagna incinta nell'ultimo periodo della gravidanza vuol dire anche occuparsi del nascituro.

A chiedere la decisione del giudice fiorentino, in questo caso il presidente della sezione lavoro Giampaolo Muntoni, è stata una coppia in cui la donna, lavoratrice autonoma e vicepresidente della Cna fiorentina, ha avuto una malattia importante. "Il Testo unico delle disposizioni in materia di tutela e sostegno della maternità e paternità - spiegano i legali della coppia, Leonardo Marconi e Claudio Gardelli - dispone che il padre lavoratore ha diritto ad astenersi dal suo impiego per tutta la durata del congedo di maternità. Di fatto però, anche in base ad interpretazioni successive, non è stato mai riconosciuto fino in fondo. Figurarsi che su un uomo va all'Inps per esercitare il diritto di flessibilità troverà solo moduli in cui è previsto un periodo di paternità di tre mesi. E l'Inps non protocolla documenti che non siano suoi moduli".

Adesso quelle carte dovranno essere cambiate. La sentenza farà giurisprudenza, da ora in avanti sarà un'arma a disposizione di quelle famiglie che non si vedranno riconoscere i 5 mesi di paternità. E non solo per loro. "Teoricamente - dicono sempre i due avvocati - anche chi nell'ultimo anno ha avuto un figlio potrà chiedere all'Inps di essere rimborsato per i mesi di congedo non goduti dal padre. Del resto è quanto è successo al nostro assistito e sua moglie, che hanno avuto
una bambina nell'agosto del 2007".

Il video della notizia:

Stereotipi di genere e genitorialità: come ci condizionano

Written By Giorgio G on mercoledì 14 ottobre 2009 | 09:02

Di solito siamo portati a considerare vittime degli stereotipi di genere le donne, ingabbiate in un pensiero sociale dominante fondamentalmente maschilista. In realtà non è sempre così. In certi ambiti, come quello genitoriale, a essere vittime degli stereotipi di genere sono più spesso gli uomini padri. Dopo aver letto l'articolo vi invitiamo a guardare il video in fondo alla pagina per capire di cosa stiamo parlando: nonostante sia tratto da un film commedia rende molto bene l'idea di stereotipo di genere e di come più o meno inconsciamente la società sia portata a considerare la cura dei bambini una "faccenda da donne".

Cos'è lo stereotipo
Lo stereotipo è un insieme di credenze, rappresentazioni ipersemplificate della realtà e opinioni rigidamente connesse tra di loro, che un gruppo sociale associa a un altro gruppo.
Il termine (dal greco stereòs=rigido e tòpos=impronta), viene introdotto per la prima volta nelle scienze sociali da Walter Lippmann nell’ambito di uno studio sui processi di formazione dell’opinione pubblica (1922). Secondo Lippmann il rapporto conoscitivo con la realtà esterna non è diretto, ma mediato dalle immagini mentali che di quella realtà ciascuno si forma. Tali immagini (gli stereotipi appunto) altro non sono se non delle semplificazioni grossolane e piuttosto rigide che il nostro intelletto costruisce quali “scorciatoie�? per comprendere l’infinita complessità del mondo esterno. Proprio la rigidità intellettuale, la scarsa elasticità ci fa applicare le nostre mappe mentali alla realtà, ci fa ricorrere a luoghi comuni e opinioni non verificate. Quelle idee dure a morire: caratteristica degli stereotipi è infatti la loro persistenza anche attraverso le generazioni, quasi indifferente alla realtà che nel frattempo si evolve e modifica le condizioni in cui avevano avuto origine e senso.

Gli stereotipi di genere

Gli stereotipi di genere sono una sottoclasse degli stereotipi. Quando si associa, senza riflettere, una categoria o un comportamento a un genere, si ragiona utilizzando questo tipo di stereotipi. Gli esempi sembrerebbero banali, ma non è così, perché gli stereotipi non solo condizionano le idee di gruppi di individui, ma hanno anche conseguenze sul modo di agire e sulla società. Non è un caso se la maggior parte di noi associa un ingegnere o uno chef a un uomo, mentre secondo le nostre mappe mentali l’insegnante di scuola materna è una donna. Associazioni che nella nostra mente scattano automatiche e che quindi sono molto difficili da estirpare o cambiare. L’uso degli stereotipi di genere conduce infatti a una percezione rigida e distorta della realtà, che si basa su ciò che noi intendiamo per “femminile�? e “maschile�? e su ciò che ci aspettiamo dalle donne e dagli uomini. Si tratta di aspettative consolidate, e non messe in discussione, riguardo i ruoli che uomini e donne dovrebbero assumere, in qualità del loro essere biologicamente uomini o donne (stereotipi di genere)

Il 28 Settembre la prima Festa Italiana della Paternità

Written By Giorgio G on mercoledì 19 agosto 2009 | 08:15

Si svolgerà a Montichiari (prov. di Brescia) la prima Festa Italiana della Paternità e la seconda edizione del Convegno "Paternità come Valore per la Famiglia e per la Società".
Promosso dal Coordinamento Nazionale della Paternità (CNP), l'evento è sponsorizzato da un gruppo di imprenditori del Nord , sensibili ai temi della Paternità. E' il secondo appuntamento ( scadenza biennale) che si svolge sul tema della Peternità. Il primo si è avuto il 24 settembre 2007 ed ha visto una grande partecipazione di pubblico e di autorità.

L'intera giornata sarà dedicata ai temi della Paternità come valore per la Famiglia e per la Società, vista anche in un'ottica di prevenzione dei fenomeni di devianza giovanile (bullismo, alcool e droga) e sostegno alle politiche familiari e giovanili.


Sito ufficiale: www.festadellapaternita.blogspot.com


Sempre più spesso e da troppo tempo il ruolo paterno è strumentalmente escluso dai processi di insegnamento ed educazione dei figli, salvo poi lamentare e colpevolizzare la sua assenza quando accadono episodi di delinquenza giovanile legati a consumo di alcol e droga: nessun patto di Corresponsabilità tra Società e Famiglia, per arginare fenomeni di bullismo giovanile, potrà mai esserci senza la presenza autorevole del Padre, nella Famiglia, nella Scuola, nella Società.

La prima Festa Italiana della Paternità si svolgerà presso il Green Park Boschetti di Montichiari in provincia di Brescia, lunedì 28 settembre 2009.

La mattinata ed il pomeriggio saranno riservate alle Associazioni di Padri e Genitori Separati, Movimenti Maschili e Femminili mentre al pomeriggio si svolgerà, a partire dalle ore 18.00, il Convegno dal titolo: la Paternità è un valore per la Famiglia e per la Società.

Importanti presenze del mondo politico e culturale daranno uno spessore tutto particolare all'evento che già dalle prime battute organizzative si presenta come l'evento dell'anno.
Al termine della conferenza, il titolare della struttura offrirà la cena a tutti i partecipanti la manifestazione.

I primi di settembre sarà reso noto il programma definitivo della festa con presenze ed iniziative che vedranno impegnati gli organizzatori per tutto il giorno, dalle ore 11.00 alle ore 24.00




Patrocinato da:






Comune di
Montichiari


Regione
Lombardia


Consiglio
Regionale
della Liguria


Ente promotore:


Coordinamento Nazionale della Paternità - CNP


Adesioni:


Coordinamenti Nazionali:
FENBI ( Federazione Nazionale per la Bigenitorialità).
CNB (Coordinamento Nazionale per la Bigenitorialità),



Associazioni nazionali e territoriali.


Gesef, PapaseparatiLombardia PSL, Genitori Sottratti per la Bigenitorialità Emilia Romagna, Papà e Mamme Separati di Brescia e Mantova, Papàseparati di Brescia, Figli per Sempre di Varese, Genitori Ancora di Cremona, Assopapà Laut di Roma, Papaseparati e Figli Onlus, Torino.



Movimenti Culturali Nazionali:


CCDU( Comitato Cittadini Diritti Umani), Movimento Libertario Italiano, Movimento
Maschile "Uomini 3000", Movimento Maschile "Maschi Selvatici", Movimento Maschile “La Parola degli Uomini�?, Lista per il Padre di Claudio Risè, Movimento Politico Le Ali, Campagna culturale "Perchè non Accada".


Gruppi internet:
www.paternita.info, www.comunicazionecondiviso.com, metromaschile.blogspot.com

La Paternità e la femminilizzazione dei rapporti familiari e affettivi

Written By Giorgio G on lunedì 27 luglio 2009 | 08:43

La Femminilizzazione dei rapporti familiari e affettivi, in corso da qualche decennio, è vista come il nemico da combattere o la panacea di tutti i mali a seconda del punto di vista dell'osservatore: più tipicamente uomo e/o tradizionalista da una parte, o più tipicamente donna e/o progressista dall'altra.
Senza voler entrare in un'analisi sociologica del fenomeno, dal canto nostro ci limitiamo a notare che tale processo, se è servito positivamente a trasformare la famiglia nel luogo privilegiato degli affetti, nel quale cercare riparo e conforto rispetto ai problemi della vita lavorativa e sociale esterna attraverso il dialogo e l'affettività, è servito anche ad appiattire i rapporti familiari a rapporti meramente "affettivi", a minare il valore sociale dell'autorità [cosa questa non sempre e comunque negativa, ma purtroppo foriera di tanti problemi giovanili (vedi bullismo, violenza, criminalità, droghe, ecc.)], e ad eccedere nell'importanza data ai compiti di cura e accudimento dei figli in ambito famigliare (più tipicamente femminili) con il conseguente svilimento dei compiti educativi del padre: la sua funzione tradizionale di guida e di apertura al mondo dei valori e delle regole sociali, tanto importanti per la sana crescita dei figli è messa costantemente in discussione in favore di un modello "piatto", di comunanza tra "fratelli", che rifiuta le regole imposte e i ruoli prestabiliti.
In ambito giudiziario, nei casi di separazione e divorzio, questo svuotamento della figura educativa paterna è evidente; in caso di contrasti tra i genitori si tende a escludere (o limitare) il genitore maschio in nome di un presunto interesse della prole, e l'eccessiva femminilizzazione dei rapporti familiari e affettivi è di certo una delle cause di questa vistosa quanto ingiustificata asimmetria che porta a protrarre senza fine l'accudimento dei figli senza mai arrivare al distacco, alla crescita, all'educazione, per l'appunto.

Questa breve introduzione per arrivare a spendere due parole sul vero motivo di questo articolo:
la presentazione di un commovente video girato qualche tempo fa riguardo all'amore di un padre per il figlio.
E' il caso della famiglia Hoyt, padre sessantacinquenne e figlio quarantenne tetraplegico dalla nascita. Il padre aveva la passione dell'attività fisica e un giorno scoprì che il figlio traeva giovamento dallo stare con lui durante gli allenamenti. Da allora fu un'escalation che lo portò, LI portò, al di là dell'immaginazione... da vedere!




Un giorno un figlio disse al padre: - 'Papà, vuoi fare una maratona con me?' - E il padre rispose prontamente: 'sì'. Entrambi corsero la loro prima maratona. Ancora una volta, il figlio chiese: - 'Papà, vuoi fare una maratona con me?' - E il padre 'Sì, figlio mio'. Un giorno, il figlio chiese al padre: - 'Papà, vuoi farei l' Ironman con me?' (L'Ironman è il triathlon più difficile che esista : 4 km nuoto, 180 km in bicicletta e 42 km corsa). E il papà rispose: 'sì!'. La storia sembra semplice. Fino a quando non si guardano queste immagini ... grande lezione di amore e di umanità.




Nasce a Bologna il primo "taxi per la bigenitorialità"

Written By Giorgio G on sabato 27 giugno 2009 | 14:12

E' nato proprio in questi giorni a Bologna il primo taxi per la bigenitorialità d'Italia.
L'associazione emiliana Genitori Sottratti, con la partecipazione di un suo socio taxista, ha deciso di utilizzare anche questa forma di comunicazione per diffondere in maniera originale e creativa il concetto della bigenitorialità, dipingendo un taxi che da qui a fine 2010 porterà per le strade di Bologna e provincia questo messaggio positivo: bambini e slogan inneggianti all'amore per mamma e papà.

Già, perché
l'amore per i genitori è e dev'essere una cosa pura, per i bambini: per tanti motivi, dopo la separazione di madre e padre, purtroppo spesso non è così.
Per questo è nata l'associazione Genitori Sottratti e per questo hanno deciso di colorare questo taxi e di farlo circolare per diffondere il messaggio che nonostante tra adulti ci si possa separare i figli hanno il diritto di mantenere un rapporto stabile con entrambi i genitori.

Ecco le parole dell'associazione, per bocca di Roberto Castelli, il suo presidente:
"Speriamo che sia un contributo alla diffusione del pensiero genitoriale, efficace, originale e stimolante ma anche un pretesto per dare il “la�?ad ogni eventuale riflessione sul tema.
Abbiamo accertato che il tema è chiarissimo solo per coloro che ne sono coinvolti, molta parte della popolazione non sa cosa succede ai bambini dopo la separazione degli adulti.

Crediamo che parlare apertamente di Bigenitorialità possa essere la partenza per un azione volta a trovare spunti di riflessione...fin dalla strada, anche durante le code in macchina, magari dietro o di fianco al nostro taxi...

Ogni “strada�? è buona per diffondere il pensiero bigenitoriale,
Ora possiamo ben dirlo!"

Il messaggio e la sua forma sono piaciuti così tanto che sembra che si stiano già preparando degli emuli in altre parti di Italia. Vedremo. Intanto se l'idea ti piace e vuoi contribuire puoi inviare una banconota in busta chiusa dentro un foglio doppio e non trasparente a “Genitori Sottratti�?, presso BLU STAMPE VIA MARSILI 10/A- 40121 - Bologna. indicando nome, cognome e il motivo della donazione (taxi per la bigenitorialità).

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