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ADIANTUM lancia le class action contro Ministero della Giustizia e servizi sociali

Written By Giorgio G on martedì 19 gennaio 2010 | 02:08

La mancata vigilanza sulla puntuale e omogenea applicazione, nei tribunali, della L. 54/2006 (c.d. Affido Condiviso), il conseguente danno esistenziale causato a bambini e genitori, nonchè i negativi effetti patrimoniali, derivanti dalle lunghe e costose battaglie giudiziarie sostenute dai genitori al solo scopo di ottenere un diritto indisponibile, sono alla base della azione collettiva che ADIANTUM intenterà al Ministero della Giustizia. Ma c´è di più. L´azione verrà proposta anche in considerazione dei pessimi "standard qualitativi ed economici stabiliti dalle autorità preposte alla regolazione ed al controllo del settore, da cui deriva la lesione diretta, concreta e attuale dei predetti interessi" (norma di attuazione dell’articolo 4 della legge 4 marzo 2009 n. 15 in materia di efficienza delle pubbliche amministrazioni). Sotto accusa, pertanto, il difetto di vigilanza, l´eccessiva burocratizzazione che svilisce la norma, e le attese ingiustificabili che i minori coinvolti sono costretti a subire nell´ambito dei procedimenti giudiziari in materia di affidamento. La prima diffida partirà a breve e, entro 90 giorni, in assenza di segnali positivi da parte del Ministero, scatterà il ricorso al TAR. Centinaia i casi raccolti dall´Osservatorio Nazionale sul condiviso, ben distribuiti in tutto il territorio della Repubblica. A quasi quattro anni dall´entrata in vigore della L. 54, aggirarla sembra ormai diventata una prassi strutturale nei tribunali italiani, con grave nocumento per i minori che sono coinvolti in un sistema di affidamento ancora sostanzialmente mono-genitoriale. E se le cose vanno male nei tribunali ordinari, dove qualche timido segnale positivo arriva da alcune sedi (Venezia, per esempio), la situazione è allarmante nei tribunali minorili, dove un rito che non prevede
contraddittorio distrugge ogni anno centinaia di genitori incolpevoli e, sopratutto, i loro bambini, spesso allontanati immotivatamente dalla propria famiglia a seguito di accuse strumentali (il 95% del totale delle accuse di abuso nelle vicende di separazione sono false). E´ allo studio, inoltre, una seconda class action, destinata ad una pluralità di soggetti istituzionali per risarcire i danni che, in numerosi casi documentati, sono gravati su bambini e genitori a causa dell´operato dei servizi sociali, con particolare riferimento alla scarsa efficienza del servizio, che ha eliminato quasi del tutto il sostegno domiciliare alle famiglie, e all´uso abnorme dei poteri a loro attribuiti dall´art. 403 del Codice Civile.
Fonte: Abige Onlus - ADIANTUM

I diritti dei minori tra buone intenzioni e business, tra delusioni e proteste

Written By Giorgio G on lunedì 23 novembre 2009 | 03:39

Si è tenuta in questi giorni a Napoli una Conferenza organizzata dal Ministero del Lavoro per il ventennale della Convenzione sui Diritti dell’Infanzia, firmata a New York nel 1989. La Conferenza Nazionale sull'Infanzia voleva essere "l’occasione per trarre un bilancio dei risultati raggiunti negli ultimi anni nonché proporre nuovi obiettivi, non solo alle istituzioni, ma a tutto il mondo impegnato nella promozione dei diritti dell’infanzia e dovrà rappresentare  un momento istituzionale di ascolto, elaborazione e partecipazione su temi che interessano non soltanto gli “addetti ai lavori�?, ma anche bambini,  ragazzi e famiglie".  Nelle intenzioni degli organizzatori doveva essere "un momento importante di incontro tra saperi e poteri, conoscenze professionali e responsabilità politico-istituzionali, esperienze associative e rappresentanze sociali, aperto alla partecipazione di tutti".

In realtà la delusione per i risultati in questo particolare e delicato ambito sono state parecchie, per la Conferenza e per l'operato di questi vent'anni.
Il Pres. dell'Ass. FeNBi (Fed. Naz. per la Bigenitorialità) F. Nestola dichiara senza troppi giri di parole che "non è possibile parlare di famiglia e genitorialità senza prevedere un tavolo specifico sui minori contesi nelle separazioni, argomento assolutamente centrale, anche in termini di incidenza numerica, per molteplici criticità dalle quali nascono altrettante violazioni dei diritti dell'infanzia: centrale per il sostegno alla genitorialità in costanza di matrimonio ma anche per la cronica negazione della bigenitorialità col sopraggiungere della crisi di coppia, per le asimmetrie ideologiche e valutative, per la labilità del concetto stesso di “prevalente interesse del minore�? e l'uso strumentale che ne viene fatto, per l'interruzione giuridica del progetto genitoriale, per il fenomeno dei falsi abusi, per le sottrazioni internazionali, per le modalità di ascolto del minore, per le limitazioni della responsabilità genitoriale e gli incontri protetti, per l'inadeguatezza dei servizi territoriali, per le modalità operative del Tribunale per i Minorenni, per la possibilità di secretare gli atti e prendere provvedimenti inaudita altera parte, per la mancanza di un Tribunale unico della Famiglia, per la mancanza di un albo che abiliti gli psicologi dell'età evolutiva, per la carenza di criteri oggettivi nelle perizie, per il riconoscimento della PAS, per la carenza di formazione specifica degli operatori, e tanto altro ancora".

Prosegue poi nella sua lucida e dura critica: "La Conferenza Nazionale sui Diritti dell'infanzia si è trasformata nella Conferenza Nazionale sui problemi economici degli operatori che si occupano di infanzia.
Progetti approvati ma finanziati con anni di ritardo, start-up a cura delle ATS o delle singole associazioni, scuole senza strumenti e senza personale, progetti interrotti per mancanza di fondi, problemi fiscali del terzo settore, il ruolo degli istituti bancari, precarietà dei servizi, professionalità legate ai contratti a termine, differenza negli stanziamenti fra nord e sud d'Italia, etc.
Tutti problemi reali e degni della massima considerazione, ma poco pertinenti col ventennale della Convenzione ONU. Ancora una volta, la conferma di come i problemi dei minori siano sottoordinati rispetto ai problemi degli adulti, anche di quegli adulti che si occupano di infanzia.
Se il congresso avesse avuto per titolo “Problemi e bisogni degli operatori a sostegno dell'infanzia�? nulla da eccepire; visto che invece si doveva, in teoria, discutere dei diritti previsti dalla CRC, qualche perplessità rimane".
"Non so, forse ho sbagliato indirizzo" - prosegue Nestola - da qualche parte a Napoli si discuteva di infanzia, ma sono andato nel posto sbagliato.
L'impressione è che, in un consesso riunitosi da tutta Italia per discutere dei diritti dell'infanzia, se fosse arrivato il Ministro Tremonti a dichiarare che avrebbe triplicato gli stanziamenti, il Congresso si sarebbe sciolto dopo due ore con una moltitudine di operatori in festa a fare la ola.
Non vorrei essere indotto a pensare che - in fondo - sia poco importante discutere dei dettagli del problema, mentre diventi assolutamente prevalente discutere dei fondi stanziati per potersi occupare del problema".

Questa ricorrenza è stata anche l'occasione per diverse associazioni sparse su tutto il territorio nazionale che si occupano dei diritti dei bambini dopo la separazione dei genitori per manifestare la propria protesta davanti ai Tribunali di diverse città italiane (protesta che abbiamo appoggiato anche noi). La contemporaneità delle manifestazioni e la scelta della data non sono state certo casuali. Diffuso è il disagio che sono costretti a vivere i figli quando i genitori si separano e gli organizzatori della protesta hanno denunciato "senza retorica i soprusi, le aberrazioni e le violenze che il Divorzificio e l'enorme business della "tutela dell'Infanzia" auto-produce, per accaparrarsi i finanziamenti stanziati dalle istituzioni preposte all'Infanzia.

30.000 minori ospitati in case di accoglienza, per lo più sottratti ai loro genitori senza un'attenta verifica delle loro capacità, con un esercito di operatori sociali (in maggioranza in sub-appalto attraverso protocolli bilaterali) privi d’idonea qualifica professionale e di adeguata esperienza.

Migliaia di padri in incontri protetti, madri in ostaggio di cooperative e centri di accoglienza, bambini utilizzati solo come fonte di reddito, con il preciso obiettivo di ospitarli il più a lungo possibile: questo il meccanismo infernale che fa  girare il business della tutela dei minori."

Pesanti critiche sono state rivolte anche nei confronti della non  corretta applicazione della legge 54/2006 sull'Affido Condiviso dei figli e "sulle vergognose resistenze culturali dei giudici nell’affidare comunque alla madre la collocazione, la casa coniugale e l’assegno di mantenimento, con frequentazioni “ad ore�?, in barba al sacrosanto principio della Bigenitorialità, sancito dalla legge stessa.
Quando lo Stato pretende di sostituirsi ai genitori e getta dalla finestra anche l’insostituibile figura e presenza de genitori e dei nonni - in teoria per il bene dei bambini, in pratica per un controllo sociale sul cittadino e sui suoi bisogni - cessa ogni garanzia del Diritto. Con un dispendio di risorse pubbliche quantificabili in milioni di euro, spesi dalle amministrazioni locali senza mai rendere pubblici i bilanci né le "associazioni" beneficiarie che gestiscono il business. />
(per maggiori informazioni sulla protesta:
http://www.gesef.org/20-novembre-giornata-mondiale-dellinfanzia-manifestazioni-di-protesta-in-tuttitalia-per-i-diritti-ne
http://www.genitorisottratti.it/2009/11/in-tante-citta-italianepresenti.html

Il 28 Settembre la prima Festa Italiana della Paternità

Written By Giorgio G on mercoledì 19 agosto 2009 | 08:15

Si svolgerà a Montichiari (prov. di Brescia) la prima Festa Italiana della Paternità e la seconda edizione del Convegno "Paternità come Valore per la Famiglia e per la Società".
Promosso dal Coordinamento Nazionale della Paternità (CNP), l'evento è sponsorizzato da un gruppo di imprenditori del Nord , sensibili ai temi della Paternità. E' il secondo appuntamento ( scadenza biennale) che si svolge sul tema della Peternità. Il primo si è avuto il 24 settembre 2007 ed ha visto una grande partecipazione di pubblico e di autorità.

L'intera giornata sarà dedicata ai temi della Paternità come valore per la Famiglia e per la Società, vista anche in un'ottica di prevenzione dei fenomeni di devianza giovanile (bullismo, alcool e droga) e sostegno alle politiche familiari e giovanili.


Sito ufficiale: www.festadellapaternita.blogspot.com


Sempre più spesso e da troppo tempo il ruolo paterno è strumentalmente escluso dai processi di insegnamento ed educazione dei figli, salvo poi lamentare e colpevolizzare la sua assenza quando accadono episodi di delinquenza giovanile legati a consumo di alcol e droga: nessun patto di Corresponsabilità tra Società e Famiglia, per arginare fenomeni di bullismo giovanile, potrà mai esserci senza la presenza autorevole del Padre, nella Famiglia, nella Scuola, nella Società.

La prima Festa Italiana della Paternità si svolgerà presso il Green Park Boschetti di Montichiari in provincia di Brescia, lunedì 28 settembre 2009.

La mattinata ed il pomeriggio saranno riservate alle Associazioni di Padri e Genitori Separati, Movimenti Maschili e Femminili mentre al pomeriggio si svolgerà, a partire dalle ore 18.00, il Convegno dal titolo: la Paternità è un valore per la Famiglia e per la Società.

Importanti presenze del mondo politico e culturale daranno uno spessore tutto particolare all'evento che già dalle prime battute organizzative si presenta come l'evento dell'anno.
Al termine della conferenza, il titolare della struttura offrirà la cena a tutti i partecipanti la manifestazione.

I primi di settembre sarà reso noto il programma definitivo della festa con presenze ed iniziative che vedranno impegnati gli organizzatori per tutto il giorno, dalle ore 11.00 alle ore 24.00




Patrocinato da:






Comune di
Montichiari


Regione
Lombardia


Consiglio
Regionale
della Liguria


Ente promotore:


Coordinamento Nazionale della Paternità - CNP


Adesioni:


Coordinamenti Nazionali:
FENBI ( Federazione Nazionale per la Bigenitorialità).
CNB (Coordinamento Nazionale per la Bigenitorialità),



Associazioni nazionali e territoriali.


Gesef, PapaseparatiLombardia PSL, Genitori Sottratti per la Bigenitorialità Emilia Romagna, Papà e Mamme Separati di Brescia e Mantova, Papàseparati di Brescia, Figli per Sempre di Varese, Genitori Ancora di Cremona, Assopapà Laut di Roma, Papaseparati e Figli Onlus, Torino.



Movimenti Culturali Nazionali:


CCDU( Comitato Cittadini Diritti Umani), Movimento Libertario Italiano, Movimento
Maschile "Uomini 3000", Movimento Maschile "Maschi Selvatici", Movimento Maschile “La Parola degli Uomini�?, Lista per il Padre di Claudio Risè, Movimento Politico Le Ali, Campagna culturale "Perchè non Accada".


Gruppi internet:
www.paternita.info, www.comunicazionecondiviso.com, metromaschile.blogspot.com

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